È una delle domande più frequenti nelle assemblee condominiali, spesso accompagnata da sguardi sospettosi e discussioni infinite: ci si può davvero staccare dall’impianto di riscaldamento centralizzato?
La risposta breve è: sì, ma non è affatto semplice.
Il riferimento normativo è l’articolo 1118 del Codice Civile, che consente a ciascun condomino di rinunciare all’uso dell’impianto centralizzato. Tuttavia, questa possibilità è subordinata a una condizione fondamentale: dal distacco non devono derivare squilibri di funzionamento né aggravi di spesa per gli altri condomini.
Non basta chiudere i radiatori e dichiararsi indipendenti. Il distacco deve essere tecnicamente dimostrato (e non solo). Servono perizie redatte da professionisti abilitati che certifichino due aspetti fondamentali:
che il distacco non comprometta l’equilibrio termico dell’impianto comune;
che non comporti un aumento dei costi per chi resta allacciato.
Inoltre, i lavori devono essere realizzati a regola d’arte e risultare conformi alle normative vigenti...(come sempre)
E attenzione: chi si distacca NON è completamente esonerato dalle spese. Continuerà a contribuire alle spese di manutenzione straordinaria e conservazione dell’impianto centralizzato.
La Corte di Cassazione ha chiarito ulteriormente il concetto nel tempo: il distacco è lecito solo se il condomino installa un vero impianto di riscaldamento autonomo. Non è ammesso, ad esempio, “vivere di calore riflesso”, sfruttando passivamente il riscaldamento degli appartamenti vicini.
In altre parole, non si può:
beneficiare indirettamente del calore prodotto dagli altri;
creare uno svantaggio economico per il resto del condominio;
giustificare il distacco senza dimostrare un reale vantaggio energetico ed economico.
Qui arriviamo al punto più delicato.
Cambiare impianto, dimostrare tecnicamente l’assenza di squilibri, redigere una diagnosi energetica accurata che tenga conto di tutti gli appartamenti e dei loro scambi termici… è teoricamente possibile.
...Praticamente?
Be’, in bocca al lupo!!!
Perché nella realtà i condomìni sono sistemi complessi, fatti di muri diversi, esposizioni diverse, abitudini diverse e – soprattutto – persone diverse. E allora, oltre alle perizie e alle normative, spesso serve anche un’altra competenza (non del tecnico) fondamentale: la diplomazia.
In caso di dubbi o disaccordi, il resto dell'assemblea può:
chiedere all’amministratore copia della perizia tecnica;
contestare in sede di assemblea condominiale una ripartizione delle spese ritenuta non corretta;
se necessario, impugnare la delibera condominiale davanti al giudice.
In conclusione, se stai pensando di staccarti dall’impianto centralizzato, prepara pure il tecnico…
ma forse è meglio iniziare anche a fare il simpatico con i dirimpettai.
Potrebbe rivelarsi l’investimento più utile di tutti.